Questo progetto è stato finanziato dall'Unione Europea nell'ambito delle attività del Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006 regolamento 1257/99-misura 9.

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Premessa

Il piano poliennale di controllo biologico delle acque correnti e dei principali bacini lacustri in provincia di Treviso è rivolto ai 6 bacini imbriferi presenti sul territorio trevigiano: Piave, Livenza, Sile, Scolante in Laguna, Brian e Brenta.

Per l’anno 2001 l’indagine si è rivolta al bacino del Piave permettendo una continuità anche con l’indagine svolta, con le medesime metodologie, sul tratto bellunese, per l’anno 2002 il campo d’indagine è stato il bacino del Livenza ed il 2003 ci ha visto impegnati sul bacino del Sile.
Il piano si esplica con l'approfondimento a livello di bacino per ogni anno d'indagine, secondo quanto di seguito riportato.
Lo scopo del lavoro è il controllo conoscitivo dei parametri biologici che regolano gli ecosistemi acquatici e la quantificazione degli impatti sugli stessi da parte degli interventi intensivi.
Specificatamente si è studiata la definizione e la conservazione del ciclo idrobiologico naturale e la valutazione della funzionalità fluviale, correlata agli interventi intensivi di regimazione e di riassetto degli alvei con prospettive di carattere interdisciplinare (idraulica, biologica, naturalistica e forestale).
Per realizzare tale programma si sono effettuate una serie di indagini conoscitive di una fitta rete di corpi idrici su cui si sono applicati i seguenti indici biologici:

- I.B.E. Indice Biologico Esteso;
- I.F.F. Indice di Funzionalità Fluviale.

Questo studio rappresenta un’approfondita fotografia di una situazione idrobiologica che se pur trovandosi in una fase evolutiva abbastanza stabile, risente comunque di notevoli variazioni legate soprattutto ai regimi idrologici; giova ricordare infatti, che i volumi d’acqua del Sile risentono direttamente del contatto di falda con il fiume Piave, fiume, quest’ultimo, in cui stanno intervenendo grandi fattori di mutamento come i nuovi rilasci idrici per il DMV, gli interventi antropici per la messa in sicurezza degli alvei fluviali, la nuova pianificazione della pesca ed i gravi impatti causati dagli uccelli ittiofagi.
L’indagine dovrebbe rappresentare, soprattutto nella sua parte riguardante la funzionalità fluviale, un ottimo strumento di pianificazione per gli interventi futuri.
Purtroppo quest’anno la Regione Veneto non ha ritenuto di riaprire i bandi per accedere ai finanziamenti dell’UE che sostenevano tali capillari ricerche ed a meno che la Provincia non intervenga con fondi propri, il progetto poliennale è destinato a fermarsi a metà dell’opera, ma soprattutto prima dell’elaborazione pianificatoria dei dati rilevati prevista per il 2006.